Tai Chi Chuan

TAI CHI CHUAN

Il Tai Chi Chuan è un’antica arte cinese di origine taoista che esprime con il movimento l’armonia della natura.

E’ una disciplina adatta a tutti, in particolare a chi vuole raggiungere un profondo stato di rilassamento psicofisico, di riequilibrio delle energie, di crescita spirituale e di riscoperta del Sé; è, inoltre, una pratica che ridona vigore e salute al corpo, infatti, l’esecuzione dei suoi movimenti continui, fluidi e circolari agisce in maniera eccezionale sul sistema nervoso, sulla pressione arteriosa, sul ricambio cellulare, sul metabolismo e sul tono muscolare.

E’ riduttivo, però, considerare, come spesso accade, il Tai Chi Chuan una semplice tecnica salutistica o antistress, in quanto esso unisce riferimenti filosofici, culturali, meditativi, marziali ed energetici delle antiche conoscenze cinesi.

Il termine Tai Chi, omologo di Tao, nella metafisica taoista indica l’ordine naturale delle cose, la Realtà ultima, non percepita dai sensi ne compresa dall’intelletto ma sentita empaticamente entrandovi in risonanza per mezzo di tecniche psicorporee quali il Tai Chi Chuan, appunto, la “Boxe del Tai Chi”.

2.1 Introduzione al Tai Chi Chuan 

Il Tai Chi Chuan è un’antica arte marziale cinese di origine taoista che esprime con il movimento l’armonia della natura.

E’ nato come arte marziale per l’autodifesa ed è stato adottato poi dalla medicina tradizionale cinese, per la prevenzione e la cura di molte altre malattie. E’ quindi una disciplina adatta a tutti, in particolare a chi vuole raggiungere un profondo stato di rilassamento psicofisico e di riequilibrio delle energie.

Una pratica costante dei suoi movimenti continui, fluidi e circolari agisce in maniera eccezionale sul sistema nervoso, sulla pressione arteriosa, sul ricambio cellulare, sul metabolismo e sul tono muscolare.

E’ riduttivo però considerare il Tai Chi Chuan una semplice tecnica antistress, in quanto esso unisce riferimenti filosofici, culturali, meditativi, marziali ed energetici delle antiche conoscenze cinesi.

    Il Tai Chi Chuan, Boxe del Tai Chi, esprime attraverso il movimento l’immutabile legge del Tao (o Tai Chi), “assioma che ha condizionato per millenni la vita di un popolo, forgiando il pensiero cinese generato dall’inarrestabile combinazione di due principi opposti e complementari, come lo yin e lo yang”, cardini dell’arte del Tai Chi Chuan che sintetizza l’unione perfetta tra la mente e il corpo.

    Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da un forte impulso verso la spiritualità.

Molti libri sono stati pubblicati, molti articoli scritti e molto si è detto nel tentativo di chiarire cosa fosse il Tai Chi Chuan o altre discipline orientali e non.

Il risultato è stato quello di dare interpretazioni diverse, spesso giuste, molte errate, a volte contrastanti, in alcuni casi “vere con sfumature false”, alte volte “false con sfumature vere”.

Purtroppo è l’argomento in sé che non si presta al desiderio, tutto occidentale, di definire e spiegare.

Solo l’esperienza può far comprendere appieno il Tai Chi Chuan, il Chi Kung e le altre innumerevoli Vie. 

E’ necessario, però, tentare in qualche maniera di introdurre l’argomento, questo è lo scopo del presente paragrafo. Cercheremo di farlo analizzando i singoli aspetti e le diverse anime del Tai Chi Chuan.

Magici movimenti

    “Noi amiamo guardare le nuvole vaganti nel cielo, uno sbuffo di fumo che ruota dolcemente nella tranquilla aria. Il dolce volo di un gabbiano ci riempie di un calmo sentimento.

Se solo potessimo sentirci così tutto il tempo”.

    Il Tai Chi Chuan è una concatenazione di movimenti calmi, rilassanti, circolari, fluidi, che abbinati alla respirazione favoriscono uno sviluppo fisico e mentale, donano serenità ed equilibrio interiore, risvegliano la pace e la gentilezza.

Attraverso questa disciplina si può imparare a muoversi in modo sciolto ed armonioso, consapevoli del proprio corpo e a liberarsi dalle tensioni, condizioni queste indispensabili per il risveglio spirituale.

I movimenti lenti e fluidi, come nuvole vaganti nel cielo, con i muscoli che si tendono dolcemente e rilassano armonicamente, sono l’espressione fisica del proprio mondo interiore ed emotivo.

Eventi mentali ed eventi biologici sono, infatti, collegati tra loro in un rapporto circolare.

Il livello fisico dell’essere, l’emotività, lo stato psicologico e spirituale sono tutti connessi; il cambiamento di un livello interessa tutti gli altri livelli.

    “Il Tai Chi Chuan è una meditazione nel movimento, durante il quale ci si sposta all’interno di un proprio centro e così ci si muove nello spazio”.

I movimenti fluenti del corpo creano, un ambiente interno che predispone alla meditazione.

I muscoli si rilassano, così anche la mente, le emozioni seguono presto l’esempio; i sensi sono freschi e chiari, perché la meditazione attraverso il movimento non produce sonnolenza; i sentimenti di rigidità scompaiono e si fanno esperienze in un altro mondo.

“Tai Chi Chuan significa sentirsi bene, ritrarsi nel proprio io, cercare di sviluppare il proprio essere. La meta è quella di cercare di stare di più con sé stessi, di provare più sensazioni, di migliorarsi e di migliorare il più possibile. Il corpo e lo spirito dovrebbero ritrovarsi in un moto contemporaneo, uniforme”.

Integrando, infatti, movimento, pensiero, ed emozioni si riscopre sé stessi e si esplorano nuove sensazioni; la consapevolezza così acquisita si trasferisce spontaneamente e gradualmente nella vita quotidiana, favorendo lo stato di salute e il suo mantenimento, armonizzando l’aspetto fisico e psichico.

    Eseguire una FORMA (concatenazione di movimenti) di Tai Chi Chuan significa far fluttuare il proprio corpo attraverso i movimenti, che sono sentiti senza sforzo, come se la propria figura fosse mossa da una forza esterna, da una lieve brezza, come una piuma che volteggia nell’aria… è davvero un’esperienza dei sensi.

La forma consiste, infatti, nel passaggio da un movimento a un altro senza soluzione di continuità, come se tra una posizione e la successiva non ci fosse una pausa, come in una danza, la “danza del Tai Chi” (o Tao).

Particolare importanza viene data alla respirazione. Le sue due fasi (inspirazione ed espirazione), come i movimenti, sono costanti, regolari e con un moto circolare. “L’ispirazione non deve essere sospesa fino a quando non inizia l’espirazione, ma entrambe devono essere connesse tra loro, si dovrebbe passare naturalmente da una fase all’altra, dando quindi vita a un movimento circolare”

    Praticare il Tai Chi Chuan vuol dire vivere in armonia con la natura, “in essa tutto ha il suo proprio movimento: il mare, la sabbia, i fiori e gli arbusti, il fiume e le pietre. Però questi elementi non si disturbano tra loro, ma vivono tutti in armonia. I rami di un albero si muovono ognuno in modo differente, ma comunque, in armonia.

È l’armonia la chiave per accedere al proprio mondo interiore.

Tai Chi Chuan e medicina tradizionale cinese

    “La millenaria medicina cinese insegna che lo stato di salute è una continua ricerca di equilibrio tra energie positive ed energie negative.

La fatica fisica e mentale, la tensione e lo stress, gli anni, possono alterare questo equilibrio”.

Il Tai chi Chuan è tradizionalmente riconosciuto come metodo terapeutico e preventivo per molte malattie. Anche la medicina moderna e occidentale, in questi ultimi anni, sta rivalutando il Tai Chi Chuan.

I movimenti lenti e armonici uniti a una respirazione profonda, apportano infatti benefici all’interno dell’organismo.

    Il particolare modo di inspirare ed espirare di questa disciplina arricchisce di ossigeno il sangue e aumenta il volume degli scambi gassosi a livello polmonare, favorendo l’eliminazione delle tossine.

Il movimento ritmico del diaframma, nella respirazione addominale, inoltre, tonifica il fegato, l’intestino e lo stomaco, favorendo così le funzioni organiche in generale e quelle digestive in particolare.

    Il Tai Chi Chuan è particolarmente indicato a chi soffre di disturbi di origine nervosa. Con l’esecuzione di movimenti calmi, fluidi e circolari, si ottiene, infatti, il rilassamento muscolare, al quale consegue quello psicologico. “Gli studi medici sul Training Autogeno dimostrano che la parte organica e quella psicologica si influenzano reciprocamente e che c’è un rapporto direttamente proporzionale fra tensione muscolare e tranquillizzazione psichica” (dott. Bruti). 

In un corpo rilassato si producono le endorfine, responsabili chimiche del benessere e della felicità.

La condizione di distensione allevia, inoltre, la stanchezza, diminuisce la pressione circolatoria, ristabilisce il sistema nervoso e permette la circolazione del “Chi” e dell’energia biologica.

Quest’ultima è molto importante, “studi di medicina bioenergetica, infatti, dimostrano che l’organismo costituisce una realtà unitaria a sfondo energetico e che esiste ad ogni livello di organizzazione biologica un sistema di autoguarigione che può attivarsi in caso di bisogno purché non si formino dei blocchi alla circolazione dell’energia vitale” (dott. Bruti).

    Il ricercatore cinese James Kou ritiene che “il movimento eseguito dal corpo stimola il cervello e migliora le facoltà mentali, poiché il pensiero è determinato dal funzionamento della cellule; migliorando le trasmissioni nervose tra il cervello e i muscoli, potenziamo anche il funzionamento del cervello e la nostra facoltà di pensare e ragionare”.

Le ultime scoperte scientifiche hanno inoltre dimostrato che “il cervello presenta zone che possono modificarsi con le esperienze, con il comportamento, con l’apprendimento, si tratta del cosiddetto encefalo plastico, che è la sede della cognizione, della creazione e dell’inconscio. Ogni esperienza nuova, a lungo ripetuta, svolge una vera e propria azione biochimica sull’encefalo plastico e modifica le strutture biologiche e cerebrali” (dott. Bruti).

    “Il Tai Chi Chuan ristabilisce e potenzia l’armonia corpo – mente e l’unità psico – biologica. Infatti gli studi medici sul biofeedback, sull’ autoipnosi e la nuova disciplina della psico – neuro – endocrino – immunologia dimostrano che nell’organismo tutto è collegato e che è possibile attivare, addestrare e potenziare i sistemi di collegamento” (dott. Bruti).

    Il Tai Chi Chuan, infine, è particolarmente indicato per gli sportivi, agonisti e non; aumenta la tonicità muscolare, migliora l’efficienza della articolazioni, rende più elastici e, soprattutto, accresce la capacità di concentrarsi e distendersi, condizioni indispensabili per qualsiasi prestazione.

Tai Chi Chuan e Chi Kung

Chi Kung (Lavoro dell’energia) è un metodo antichissimo per mantenere la salute e migliorare le prestazioni fisico – tecniche, gestendo e facendo circolare il “Chi”.

Consiste in movimenti lenti accompagnati da una respirazione lunga e profonda, in un determinato stato di coscienza.

Praticando il Chi Kung l’interno e l’esterno si armonizzano, il corpo si rilassa, la mente si svuota, il “Chi” circola liberamente, rendendo il corpo forte e gli organi interni sani, donando un senso di benessere generale e di equilibrio psicofisico.

La filosofia che è alla base del Chi Kung è la stessa che informa tutta la medicina cinese. La concezione di base è, quindi, che gli esseri viventi sono in stretta correlazione con la natura.

Per conservare e ripristinare la salute fisica e mentale occorre armonizzarsi ai suoi ritmi e alla ciclicità dei suoi fenomeni.

La pratica del Chi Kung come complemento al Tai Chi Chuan è una metodologia molto diffusa e di sicuro successo.

Tai Chi Chuan: arte marziale

Il Tai Chi Chuan è un’arte marziale.

La Forma non è altro che un combattimento immaginario contro uno o più ipotetici avversari.

Ogni gesto, seppure stilizzato, ha una funzione pratica. La velocizzazione dei movimenti lenti permette di effettuare parate, colpi, schivate e leve articolari.

Ma l’aspetto più significativo è che il praticante di Tai Chi Chuan sviluppa l’abilità di controllare e deviare l’attacco dell’avversario senza opporvisi con la forza; col tempo si imparerà come sfruttare l’energia dell’aggressore per sbilanciarlo e proiettarlo a terra. Quello che maggiormente caratterizza il praticante di Tai Chi Chuan è la sua capacità di muoversi con leggerezza e armonia per poi esplodere dei colpi devastanti carichi di “Chi”, l’Energia Vitale che negli anni imparerà a gestire e a controllare.

Il programma studi del Tai Chi Chuan prevede anche l’apprendimento di Forme con le armi (spada, bastone, lancia), ed esercizi a coppie (Tui Shou), che rappresentano l’applicazione pratica dei concetti e delle tecniche apprese con la Forma.

La filosofia del Tai Chi

    Il termine Tai Chi Chuan, tradotto letteralmente, vuol dire: BOXE DEL TAI CHI.

Il TAI CHI, “Supremo Fondamento” o “Principio Primo”, come viene chiamato nel I – CHING, “Libro dei Mutamenti”, o TAO, la “Via” come la chiamava Lao Tse è la sintesi di tutta la cultura cinese.

IL TAO CHE SI PUO’ NOMINARE                             

NON E’ IL TAO ETERNO

IL NOME CHE SU PUO’ PRONUCIARE

NON E’ IL NOME ETERNO

COME IL SENZA-NOME ESSO E’ IL PRINCIPIO

DI CIELO E TERRA

COL NOME E’ L’ORIGINE DELL’INFINITA’ 

DEGLI ESSERI PARTICOLARI

COSI’ CHI E’ DISTACCATO

PERCEPISCE L’ESSENZA MISTERIOSA 

DI CHI E’ OFFUSCATO DAL DESIDERIO

LO SGUARDO E’ ARRESTATO DAL LIMITE (Vede solo le apparenze fenomeniche del principio)

ORA DEI DUE (Il nominabile e non – nominabile, l’essere e il non – essere)

UNA L’ESSENZA, DIVERSA SOLO LA DENOMINAZIONE

MISTERO E’ LA LORO IDENTITA’

E’ L’INSONDABILE FONDO

DI LA’ DALLA SOGLIA DELL’ULTIMO ARCANO.

La visione cosmogonica cinese vuole che l’universo sia retto dall’alternarsi ciclico di due principi opposti ma complementari, lo yin e lo yang, affermando così l’esistenza di una più fondamentale unità, fondata sul dualismo.

L’uomo dovrebbe, quindi, accettare le contraddizioni dell’esistenza, considerare il bene e il male come due aspetti di una stessa realtà, armonizzandone gli opposti.

PER TUTTI SOTTO QUESTO CIELO, CONCEPITO IL BELLO NASCE IL BRUTTO

FISSATO IL BENE 

PRENDE FORMA IL MALE

DEL PARI: ESSERE E NON-ESSERE SI INTERCONDIZIONANO

POSSIBILE E IMPOSSIBILE SONO DIFFERENZIAZIONI COMPLEMENTARI

GRANDE E PICCOLO SI CARATTERIZZANO A VICENDA

L’ALTO SI CAPOVOLGE NEL BASSO

“PRIMA” E “POI” SI SUSSEGUONO A CIRCOLO

COSI’ L’UOMO REALE

PERMANE NEL NON-AGIRE

INSEGNA SENZA PARLARE

DIRIGE SENZA TOCCARE

FORMA SENZA APPROPRIARSI

COMPIE SENZA FARE

ESSENZIALMENTE: NON RISIEDENDO 

PARTECIPA SEMPRE.

Secondo la filosofia arcaica cinese, poi sviluppatasi nel periodo delle “CENTO SCUOLE”, prima della creazione vi era uno stato di “Vuoto senza limite” o “Suprema Vacuità” detto WU CHI.

Il Wu Chi non è il “niente”, ma qualcosa di indefinibile, senza forma senza immagine.

“Prima della creazione, si dice che non vi fosse niente; tuttavia qualcosa c’era sicuramente. Non sappiamo cosa questo qualcosa fosse, neppure da dove venisse, ma certamente qualcosa c’era. Questo qualcosa non può essere compreso razionalmente; la sua esistenza è per noi solo intuibile, come un oggetto che appena scorge nella nebbia. Gli antichi filosofi cinesi lo descrissero come il fenomeno della vacuità. Come per dire che sebbene abbia forma è privo di forma. Lo incontriamo ma non possiamo distinguerlo, lo seguiamo ma non possiamo coglierne la traccia. Questo fenomeno di vacuità è la sorgente del movimento e della quiete di ogni cosa nell’universo, incluso lo yin e lo yang.

Quando qualcosa si manifesta dallo stato di Wu Chi la condizione di Suprema Vacuità non esiste più, è lo stesso cambiamento che avviene nell’animo di un artista quando si predispone a iniziare un’opera, prima che impugni i suoi strumenti qualcosa dentro di sé è già cambiato; questo stato è stato definito “Inspiegabile qualcosa” che è la sorgente delle due forze primordiali, lo yin e lo yang.

Dal loro interagire nasce il Tai Chi, “Supremo Fondamento” o “Principio Primo”, o Tao, cioè l’unità nella dualità, il principio su cui l’universo si basa e che l’Uomo riproduce in sé.  

Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan è quindi una disciplina che rappresenta attraverso movimenti ciclici yin e yang, l’interazione Tai Chi, il Principio Primo.

Un po’ di storia

La creazione del Tai Chi Chuan è attribuita a Chang San Feng, vissuto durante la dinastia Sung meridionale (1127-1279).

Su questo personaggio sono nate parecchie leggende, sembra però certo che all’età di 12 anni iniziò a studiare i classici cinesi e in seguito divenne ufficiale governativo.

Alla morte dei genitori lasciò questo incarico e iniziò a viaggiare, studiando diverse discipline, tra cui lo Shaolin Kung Fu e un gran numero di pratiche taoiste.

Si stabilì infine in un tempio presso i monti Wu Tang, nella provincia di Hubei, dove divenne pienamente consapevole del Tao e creò il Tai Chi Chuan.

Vi sono diverse versioni su come Chang San Feng ideò questa disciplina. Una narra che l’apprese in sogno, un’altra, la più diffusa, che fu ispirato da una lotta tra una gru e un serpente. Quest’ultimo si sottraeva ai vigorosi e rettilinei colpi dell’uccello con movimenti circolari, sinuosi e fluidi per poi contrattaccare. Chang San Feng vide in quel combattimento l’applicazione pratica dei principi del Taoismo.

CHI E’ FLESSIBILE PREVALE SU CHI E’ RIGIDO,

LA MORBIDEZZA VINCE LA DUREZZA

Molto probabilmente Chang si limitò a sistematizzare e codificare alcuni elementi di discipline preesistenti.

    Il Tai Chi Chuan ricevette un forte impulso nel XVIII secolo con Chen Wang Ting, uomo di grande cultura e studioso di arti marziali. Dopo aver frequentato la scuola militare ebbe come incarico il comando di una guarnigione. A lui va attribuito il merito di aver ideato un suo stile di Tai Chi Chuan, che divenne poi lo stile della famiglia Chen.

Chen Chang Hsin (1771-1853) discendente di Chen Wang Ting, fu il primo della sua famiglia ad insegnare ad una persona che non appartenesse al suo clan. Il fortunato fu Yang Lu Chan (1779-1872), che in seguito ideò un suo stile personale di Tai Chi Chuan, noto come stile Yang.

Ai tre figli di Yang Lu Chang, ma soprattutto a uno dei nipoti, Yang Chen Fu (1883-1936), va il merito della diffusione del Tai Chi Chuan in tutta la Cina.

Agli inizi degli anni ’30 del XX secolo molti maestri si trasferirono dalle campagne alla città, aprendo scuole e diffondendo sempre di più il Tai Chi Chuan. Nel frattempo altri due stili furono codificati: Sun e Wu.

Indipendentemente delle caratteristiche adottate dai quattro stili, i principi su cui si basano sono i medesimi.

Con l’avvento del comunismo di Mao, il Tai Chi Chuan perse le sue connotazioni marziali e filosofiche. Attualmente nella Repubblica Popolare Cinese viene praticato principalmente come metodo terapeutico finalizzato al mantenimento della salute o come sport, con dei veri e propri tornei nei quali viene premiato l’atleta che esegue la Forma in maniera migliore.

Fortunatamente nella Cina Nazionalista e nel resto del mondo il Tai Chi Chuan ha conservato intatte le sue caratteristiche.

Le Scuole di Tai Chi Chuan

SCUOLA CHEN

La tradizione attribuisce la nascita del Tai Chi Chuan a Chang San Feng, tuttavia è grazie a Chen Wang Ting che questo stile assunze gli odierni caratteri.

Questo personaggio prestò servizio alla corte imperiale dei Ming e con l’avvento dei Ching si ritirò nella Provincia di Honan, dove sembra sistematizzò lo stile, o, più probabilmente fondò una società segreta con lo scopo (come era consuetudine in quel periodo) di lottare per la restaurazione dei Ming.

I discendenti di Chen Wang Ting perfezionarono lo stile, insegnandolo, almeno all’inizio, solo agli appartenenti al proprio clan.

SCUOLA YANG

Yang Lu Chan (1799-1872), si fece assumere come domestico nella casa di Chen Chang Hsing (1771-1853), discendente di Chen Wang Ting, e solo dopo molto tempo riuscì, conquistando la fiducia del suo datore di lavoro, a farsi insegnare lo stile di famiglia.

Tornato al suo villaggio natale, mise a punto una sua versione del Tai Chi Chuan, più morbido e circolare, per poi trasferirsi a Pechino dove diffuse lo stile insieme ai suoi figli, ognuno dei quali diede un’interpretazione diversa agli insegnamenti ricevuti dal padre.

SCUOLA WU

Wu Chien Chuan (1870-1942), imparò il Tai Chi Chuan da suo padre, che era stato allievo di uno dei figli di Yang Lu Chan.

Nel 1924 introdusse il suo stile, che si caratterizzava, rispetto alla Scuola Yang, da una maggiore inclinazione del busto e da movimenti più stretti, a Shangai, dove ebbe notevole successo.

Altra Scuola Wu, sarebbe da attribuire a Wu Yu Hsing (1812-1880), allievo diretto di Yang Lu Chan e scrittore di un trattato sul Tai Chi Chuan (“Trattato delle tredici posizioni”); sembra, inoltre, essere stato maestro di Guo Wei Chen o Hao Wie Chen(1849-1920), che successivamente fondò una sua Scuola.

SCUOLA SUN

Sun Lu Tang era un esperto di Pa Kua e Hsing-I che apprese il Tai Chi Chuan da Guo Wei Chen; fondendo in un sistema organico le tre tecniche, diede origine a uno stile i cui movimenti erano più duri e rigidi rispetto alla Scuola Yang e più simili a quelli della Scuola Chen.

Sun Lu Tang fu un vero e proprio personaggio, forse l’ultimo rappresentante della tradizionale figura di Maestro di Kung Fu, che univa capacità tecniche e doti fisiche a conoscenze filosofiche, dotato di un forte senso dell’onestà e del rispetto per i suoi insegnanti.

La sua fortuna di praticante di arti marziali ebbe inizio, come spesso accade, a seguito di una terribile tragedia famigliare; i genitori di Sun, piccoli artigiani, perirono nel tentativo di salvare qualche bene dall’incendio che distrusse la loro abitazione-bottega.

Disperato, affamato e senza lavoro, all’età di quindici anni, tentò il suicidio impiccandosi, ma salvato da un passante, fu rianimato da Li Kuei Yuan, istruttore di Hsing-I nella Scuola del Maestro Kuo Yun Shen.

Nel breve volgere di qualche anno, Sun Lu Tang, divenne talmente esperto in questo stile che Li Kuei lo presentò al suo famoso maestro, Kuo Yun Shen, il quale, riconosciute le sue doti tecniche e mentali, lo accolse nella sua casa e lo istruì personalmente, insegnandogli, tra l’altro, la tecnica del “Palmo d’acciaio”.

Il “diploma” con il quale il Maestro congedò Sun, fu l’invito a sedersi alla sua tavola, che, nell’antico simbolismo del Kung Fu, significava riconoscerlo suo pari.

Sun Lu Tang decise allora che doveva completare la sua preparazione e, come era consuetudine a quel tempo, intraprese lo studio del Pa Kua.

A venti anni partì alla volta di Pechino per essere istruito dal più famoso maestro dell’epoca, Cheng Ting Hua (detto “Il serpente con gli occhiali”, perché veloce come il cobra, ma fortemente miope), allievo di Tung Hai Chuan; sembra che Cheng, durante la “Rivolta dei boxer”, abbia ucciso dodici soldati tedeschi.

Non ancora pago, a venticinque anni spense la sua sete di conoscenza, divenne allievo di Hao Wie Chen maestro di Tai Chi Chuan.

Tornato dal Maestro-padre, Li Kuei Yuan, chiese il permesso di insegnare, quindi aprì una sua Scuola, divenendo uno dei più famosi maestri del suo tempo.

Successivamente scrisse cinque trattati: il primo sullo Hsing-I; il secondo sul Pa Kua; il terzo sul Tai Chi Chuan; il quarto sulla spada; il quinto sul “palmo d’acciaio” (mai pubblicato). 

SCUOLA FU

Un’altra scuola di Tai Chi è quella FU, dal nome del suo ideatore Fu Chen Sung (1881-1953), nativo della provincia di Honan; all’età di 16 anni iniziò a studiare il Tai Chi Chaun stile Chen con il maestro dell’ottava generazione di questa famiglia, Chen Yen Hsi e Pa Kua Chang con Chia Feng Ming, allievo di Sun Lu Tang.

In età più matura Fu Cheng conobbe molti altri maestri con i quali scambiò esperienze, opinioni e insegnamenti, alcuni dei quali lasciarono un segno profondo nel suo processo di crescita: Li Chi Ling dal quale apprese l’uso della spada Wu Tang; Sun Lu Tang nei primi anni ’30, ideatore della scuola Sun; Yang Cheng Fu negli anni ’20, esponente della famiglia Yang.

Con questo incredibile bagaglio tecnico Fu Cheng elaborò un suo personale stile di Tai Chi che si esprimeva con una sapiente alternanza di movimenti lenti e veloci, rilassati e contratti.

La sua abilità e la sua perizia gli valsero un posto da insegnante ( come responsabile per il Tai Chi e il Pa Kua) presso l’Istituto per lo studio delle arti marziali tradizionali di Nanchino e nel suo omologo di Canton,  alla fine degli anni ’20.

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